Michele Mollica

insegnante e ballerino di tango - tango dancer and teacher

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Lezioni di tango gratuite on-line. :-)))

Il 30 agosto 2018 scrivevo sul mio profilo di Facebook questa affermazione.

Ai principianti il tango va insegnato dalla testa ai piedi.
Agli avanzati dai piedi alla testa.

Non credo che siano stati in tanti a comprenderne il senso profondo sintetizzato in queste parole, per questo mi accingo a fornirVi una spiegazione.

Il primo presupposto che sta alla base dell’affermazione è che in ogni ballerino/danzatore il percorso che segue la musica per diventare danza è esattamente dalla testa ai piedi.

Si ascolta la musica con le orecchie si elabora il messaggio col cervello perché divenga impulso elettrico nervoso e quindi movimento.

Questo impulso è filtrato dal cuore per replicarne il sentimento, e trasformato attraversa il baricentro e con l’aiuto delle gambe, finisce ai piedi trasformandosi in un passo.

Questo viene chiamato il passo interiore della danza. Quello che non si vede perché si compie nel nostro corpo.

I piedi sono solo l’ultimo atto della danza, eppure in tutti gli anni di insegnamento, nella maggior parte delle classi dei principianti, mi sono sempre trovato difronte a persone con la testa bassa concentrati ad osservare cosa facevano i piedi per poterne replicare il movimento.

La fatica più grande è quella di fare alzare le teste piegate a guardare i piedi, affinché comprendano che il movimento origina altrove.

Origina altrove per quello che riguarda le intenzioni.

Altrove per quello che riguarda l’intensità.

Altrove per quello che riguarda le direzioni.

Altrove per quello che riguarda il movimento.

Intenzioni, intensità, direzioni e movimenti: tutti elementi che insieme costruiscono il cammino interiore della danza.

Va da se che qualsiasi “blocco” muscolo/scheletrico all’interno del corpo fa si che il cammino interiore del ballo non si compia, rendendo difficile l’arrivo ad un ballo naturale e fluido in tempi brevi.

Sicuramente è molto più agevole proporre/guardare un passo e provare a riprodurlo, ma questo metodo non garantisce sempre risultati ottimali, poichè solo i soggetti naturalmente portati alla danza, saranno in grado di “sbloccare” i meccanismi corporei per giungere ad un ballo fluido e naturale.

Per la seconda parte dell’affermazione (Agli avanzati dai piedi alla testa), presumo che gli avanzati abbiamo già rimosso tutti i blocchi che impedivano il cammino interiore del ballo e quindi a loro non resta che iniziare a lavorare sui dettagli facendo il percorso inverso che parte dal miglioramento dell’appoggio dei piedi fino ad arrivare alla testa per migliorare la loro postura.

Ci sarebbero tante altre cose da approfondire in merito al cammino interiore del tango, ma sono argomenti che possono essere affrontati solo in maniera professionale in fase di studio, perché vanno provate sul proprio corpo, verificate attraverso l’auto ascolto e l’accompagnamento di un professionista. Capite da voi che non si possono affrontare on-line gratuitamente.

Per questo vi auguro per la nuova stagione una buona ricerca e se volete confrontarVi con me, sapete come contattarmi.

Buon tango.