Michele Mollica

insegnante e ballerino di tango - tango dancer and teacher

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L’A-B-C di un brano di tango argentino.

Se analizziamo un brano di tango noteremo che esso è composto di parti che chiameremo per semplicità A, B e C.

Ogni parte è a sua volta composta da  4 frasi musicali.

Ogni frase musicale è generalmente composto di 8 battute, divise in 4 battute di canto (immaginate strumenti che fanno una domanda) e 4 battute di contro canto (immaginate gli strumenti che danno una risposta).

L’arrangiamenti classico del tango ha solitamente una sequenza per parti così composta:

A-B-A-C-A

Fatte queste considerazioni un tipico  brano di tango sarà così composto:

Parte A

  • Frase 1 – 1234-5678
  • Frase 2 – 1234-5678
  • Frase 3 – 1234-5678
  • Frase 4 – 1234-5678

Parte B

  • Frase 1 – 1234-5678
  • Frase 2 – 1234-5678
  • Frase 3 – 1234-5678
  • Frase 4 – 1234-5678

Parte A

  • Frase 1 – 1234-5678
  • Frase 2 – 1234-5678
  • Frase 3 – 1234-5678
  • Frase 4 – 1234-5678

Parte C

  • Frase 1 – 1234-5678
  • Frase 2 – 1234-5678
  • Frase 3 – 1234-5678
  • Frase 4 – 1234-5678

Parte A

  • Frase 1 – 1234-5678
  • Frase 2 – 1234-5678
  • Frase 3 – 1234-5678
  • Frase 4 – 1234-5678

Questo fa sì che un brano abbia un totale di 20 frasi musicali, per complessive 160 battute musicali.

    Laddove il brano proceda a 60 bpm, durerà circa 160 secondi pari a 2’ 40’’ nei quali dovrete dare il meglio di voi.

    Mi raccomando, non mi fate fare figuracce.

    Buon tango

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    La musica viene sempre al primo posto.

    Il web ha fatto si che le esibizioni di tanti artisti di tango argentino si riversassero in rete, così da poterne usufruire gratuitamente.

    Spesso si vedono video di artisti affermati, ma anche di nuove proposte che si affacciano sul panorama internazionale del tango.

    Bello notare la varietà di stili presenti sulla rete, così com’è bello notare che va affermandosi una vera e propria “via europea” o “stile europeo” al tango.

    Stile europeo rappresentato a volte da coppie già mature nel panorama del tango che sanno coniugare la musica ed il movimento, mettendo il movimento dei corpi al servizio della musica.

    In altri casi (purtroppo) l’immaturità fa si che il movimento prevarichi la musica.

    Sono queste ultime le esibizioni che mi lasciano insoddisfatto, come quando ti avevo promesso tagliatelle al ragù e sono arrivate solo le tagliatelle scondite.

    E’ questa la sensazione che avverto quando vedo proporre movimenti che non sono al servizio della musica.

    Nel caso delle tagliatelle al ragù chiederei al cameriere:”Dov’è il ragù?”

    In questi casi mi viene da chiedere alle coppie: “Dov’è il tango?”

    Una solo considerazione mi consola in tutto questo.

    So ragazzi… cresceranno, e forse impareranno anche mettere il movimento al servizio della musica.

    Me lo auguro di cuore per loro, perchè due bei vestiti e due bei ragazzi fanno una gran figura quando si tratta di sfilate di moda, ma il tango è un’altra cosa.

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    Tango: tre domande fondamentali a cui rispondere.

    Ritengo che esistano tre domande fondamentali che ogni Maestro dovrebbe porre ai suoi allievi.

    E gli allievi dovrebbero trovare una risposta mentre stanno apprendendo il tango.

    La prima domanda è la seguente: “Ti piace la musica del tango?”

    Perché la musica è il motore della danza e senza motore non ci si muove. E se come allievi mi chiedete quale musica, io vi rispondo tutta la musica di tango. Perché la musica degli anni 80 e figlia di quella degli anni 50, che a sua volta è figlia di quella degli 40,30 e 20, che a sua volta origina da quella di inizi del 900 e fine 800. Ora non si può sapere come funziona un motore se non si è consapevoli di come tutti i suoi ingranaggi si siano evoluti nel tempo.

    La musica non vi piace? Allora lasciate stare. Il tango non fa per voi. Forse ne siete affascinati per le movenze, ma non fa per voi. Cercate una musica che vi piaccia da ballare e imparate quella.

    La seconda domanda è: “Ti piace abbracciare la gente?”

    Non per finta, ma sul serio. Come quando si abbraccia un amico/a, o un familiare, o un amante. Insomma quando si usa quell’abbraccio che ha funzione consolatoria; che ci rimette in sesto. Quell’abbraccio che ci fa sentire a nostro agio e mette a proprio agio l’altro.

    Abbracciare non è nelle vostre corde? Fate fatica a fidarvi degli altri? Preferite mantenere le distanze? Lasciate stare il tango. Fate altro. Ci sono tanti ballo che si praticano senza abbracciarsi.

    La terza domanda è: “Sai essere altruista?”

    L’altruismo è fondamentale per ballare il tango. Serve per costruire la coppia. Perché ad ogni danza si dovrà anteporre la propria capacità di ascolto, alla propria voglia di esprimersi muovendo il corpo. Perché è solo attraverso l’ascolto del/la partner che si costruiscono i dialoghi. Quando si parla senza ascoltare si costruiscono monologhi che danno vita a tante coppie/noncoppie (anche tra i professionisti), tutte impegnate a lottare tra loro per far vincere l’egoismo dell’uno o dell’altro (in fondo una battaglia stupida che fa perdere la coppia).

    Non pensate di essere capaci? Siete troppo concentrati su voi stessi? Lasciate stare. Il tango non fa per voi ma, per fortuna, ci sono tanti ballo che si possono ballare da soli.

    Spesso consideriamo scontati questi argomenti ma, vi posso garantire, che non lo sono affatto per un buon apprendimento della danza. Consiglio ai Maestri di fare queste domande agli allievi.

    Forse si perderà qualche allievo in più all’inizio, ma ne guadagna sicuramente la qualità delle classi.

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